DIPINTI ASSENTI
Beato Angelico
Incoronazione della Madonna
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Ingrandimento della predella con scene della vita di S.Domenico: il sogno del papa Innocenzo III; l'apparizione di S.Pietro e S.Paolo a S.Domenico; la resurrezione di Napoleone Orsini; Cristo nel sepolcro; la disputa di S.Domenico e il miracolo del libro; S.Domenico e i suoi compagni nutriti dagli angeli; morte di S.Domenico.
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Originariamente la pala era incorniciata e, nella parte superiore, vi erano incastonate due tavole con l'Angelo annunciante e la Vergine annunciata. L'identificazione più probabile è quella con le tavole custodite nella collezione Ford del Detroit Institute of Arts.
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dimensioni: 33x30 cm 33x27 cm tempera su tavola
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Un po' di storia |
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Durante l'occupazione napoleonica ci furono numerose rapine legalizzate di opere d'arte che "ripulirono" l'Europa a favore della Francia. Nel 1809 fu il turno dell'Incoronata; magra la consolazione: anche Napoleone apprezzava il Beato Angelico... Il dipinto fu sostituito con una tela di Francesco Curradi rappresentante la Vergine col Figlio che dona a S.Domenico il Rosario; attualmente questa tela di scarso valore non si trova più in chiesa, è stata spostata nel chiostro interno del convento.
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La scheda del Museo del Louvre
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Guido di Pietro, dit Fra
Angelico
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Chef-d'oeuvre de sérénité pieuse et d'harmonie colorée, le Couronnement
de la Vierge a été peint pour l'église du couvent dominicain de
Fiesole. La prédelle représente le Christ au tombeau et six épisodes de la
vie de saint Dominique, fondateur de l'ordre auquel appartenait
l'Angelico. De savants jeux de perspective et l'habile intégration des
figures dans l'espace montrent que l'artiste, malgré une sensibilité
encore médiévale, a été l'un des premiers à profiter des découvertes
architectoniques de Brunelleschi et de Masaccio, initiateurs de la
Renaissance florentine.
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Le Couronnement de la Vierge
Entré au Louvre en 1812 |
Significato teologico
| Nella parte superiore della cornice era inserita l'Annunciazione, ossia la premessa dell'Incoronazione della Vergine: la Madonna è incoronata perché aveva obbedito all'annuncio dell'angelo, quello stesso Figlio che era stato accolto nel giorno dell'annunciazione, ora, alla fine della vita terrena della Vergine, incorona la Madre. |
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La struttura complessiva della pala è semplice, ma, se si osserva con più attenzione, si scopre una straordinaria ricchezza di particolari: Cristo Re incorona Regina sua Madre prima di ammetterla sul trono collocato alla sua destra; a questa celeste liturgia assistono osannanti le schiere degli angeli e dei santi; entrando più nei dettagli si osserva che al centro di una sala si alzano nove scalini, sull'ultimo poggia un trono a due posti in stile gotico; Cristo seduto depone una corona sulla testa della Vergine inginocchiata; ai lati del trono, in alto, gli angeli cantano accompagnandosi con strumenti musicali, dirige il primo violino, l'arcangelo Gabriele ai piedi della Madonna; i santi che si dispongono attorno alla scala rappresentano le varie categorie: patriarchi, profeti, apostoli, vescovi, fondatori, martiri e vergini. |
| In tutto il dipinto il B.Angelico, senza cadere nel didascalico, ha disseminato minuscole iscrizioni, didascalie esplicative di questa liturgia così affollata. Nel bordo del manto regale del Cristo si legge: Iesus Christus Agnus Dei; nell'aureola della Vergine: Ego mater pulchrae dilectionis et timoris et agnitionis et sanctae spei (Siracide 24,24), un versetto che fa parte della compieta dell'ufficio della Madonna; nell'aureola dell'arcangelo Gabriele si trovano le prime parole del suo saluto alla Vergine Maria. |
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Nelle aureole di Mosè, Davide, S.Giovanni Battista, degli apostoli sono iscritti i loro nomi seguiti da citazioni tratte dai testi liturgici; Mosè è Dei famulus et electus, Davide Cantor, S.Giovanni Battista Praecursor Domini, S.Giovanni Evangelista Dilectus Deo et hominibus ecc.; testi più lunghi si possono leggere nei libri aperti posti nelle mani di S.Giovanni Evangelista, S.Domenico e S.Tommaso d'Aquino. L'Evangelista ci fa leggere i primi sette versetti del suo Vangelo, la prima parte del famoso prologo, dove si proclama che è il Verbo è Dio, è Luce, dà la Vita agli uomini e viene a risplendere nelle tenebre; questi versetti sintetizzano magnificamente la missione dell'Ordine Domenicano annunciatore di Cristo Luce di Vita. |
| S.Domenico, mentre contempla la glorificazione della Vergine, mostra il testamento lasciato ai suoi figli religiosi e cioè il forte richiamo alle virtù della carità, umiltà, povertà; segue l'antifona O spem miram, che rammenta poeticamente la promessa del Santo, in punto di morte, di essere in cielo più utile ai suoi figli di quanto non lo fosse stato in terra. L'unico santo che rivolge lo sguardo agli spettatori, S.Tommaso, offre una pagina densa di citazioni bibliche , biografiche, liturgiche. Il suo carisma di Maestro è illustrato da tre versetti biblici: "Veritatem meditabitur guttur meum et labia mea detestabuntur impium" (Proverbi 18,4); "Rigans montes de superioribus suis, de fructu operum tuorum satiabitur terra" (Salmo 103,13); "Desiderium animae eius dedisti ei Domine, et voluntatem labiorum eius non fraudasti eum" (Salmo 20,3). Dalla Bibbia alla vita del Santo, viene accennato il dialogo che S.Tommaso, negli ultimi tempi della sua vita, ha avuto con il Crocifisso nella cappella di S.Nicola a Napoli: "Bene scripsisti de Me, Thoma, quam mercedem ergo accipies?"; risposta del Dottore: "Non aliam quam Te". A questo ultimo "Te" viene saldato, inanellato, l'inno liturgico Te Deum, un inno solenne di lode che S.Tommaso, durante la S.Messa, era solito recitare dopo la consacrazione. |
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Nella predella, simmetrica alla vita della Madonna illustrata nella predella dell'Annunciazione, possiamo ammirare alcuni episodi della vita di S.Domenico come sono raccontati nella Legenda aurea scritta dal domenicano Giacomo da Varazze. Il Papa Innocenzo III, in sogno, vede la Basilica Lateranense in rovina e S.Domenico che la sostiene sulle sue spalle; dentro la Basilica Vaticana i Santi Apostoli Pietro e Paolo appaiono a S.Domenico e lo esortano a predicare il Vangelo in tutto il mondo; a Roma S.Domenico risuscita il giovane Napoleone Orsini, morto per una caduta da cavallo; il Santo consegna il libro del Vangelo a un eretico che con disprezzo lo getta nel fuoco, le fiamme però non bruciano il libro perché contiene la Verità; per sfamare un povero i frati si erano privati del cibo necessario, il Santo Fondatore ottiene che gli angeli servano altro pane per i suoi figli spirituali; S.Domenico morente detta il testamento (scritto in un fumetto) ai frati piangenti, raccomanda la carità, l'umiltà e la povertà, mentre dal cielo scendono gli angeli per accompagnare la sua anima. |
| Al centro della predella è inserito un piccolo pannello estraneo al ciclo della vita di S.Domenico: il Cristo patiens è contemplato dalla Madonna e da S.Giovanni Evangelista; la centralità di questa raffigurazione vuol significare che la meditazione del Cristo crocifisso è stata al centro della vita di S.Domenico. |
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