biblioteca

del convento

 

 

biblioteca convento 1

 

Sulla sinistra la porta che, dal corridoio,

permette l'accesso alla biblioteca

biblioteca convento 2

Al centro il finestrone che si affaccia sul chiostro esterno

 

 

La biblioteca attuale

e l’attività culturale del convento


 
La biblioteca attuale ha avuto origine con il ritorno dei frati nel convento di S.Domenico di Fiesole: finite le conseguenze della soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone, i frati della Congregazione di S.Marco riacquistarono il convento (1879) e vi posero la loro casa di formazione, ossia il Noviziato; contemporaneamente ripresero dai sacerdoti secolari la chiesa e la cura pastorale della parrocchia. L'anno dopo aprirono una Scuola Apostolica, un piccolo seminario che accoglieva gli alunni delle scuole medie, o ginnasio, come allora si diceva. Nacque così, a San Domenico di Fiesole, la prima Scuola Apostolica domenicana d'Italia sotto la protezione e il nome di Sant'Antonino, che era stato, giovanissimo, il primo figlio di questo convento. In tale istituto, con l'approvazione del Maestro Generale P.Giuseppe Larroca, furono accolti alunni anche di altre province, prima che in esse sorgessero Scuole consimili.

L’alto numero di studenti e di docenti richiedeva una biblioteca ben fornita e, dal momento che l’antica biblioteca era stata confiscata, non rimaneva altro che acquistare nuovamente i testi necessari per la formazione umanistica-filosofica-teologica dei frati; ancora oggi questo è il carattere del patrimonio librario del convento: non una biblioteca generica, bensì pensata per le esigenze dei frati domenicani, per il loro apostolato che, partendo dalla meditazione e dall’approfondimento della Verità, sfocia nella predicazione.

 

S.Tommaso in cattedra

miniatura da un libro corale conservato a Bologna

 

Nel 1955 la Scuola Apostolica "Sant'Antonino", dopo varie peregrinazioni a San Miniato (Pisa) e a Caldine (Firenze), fu trasferita nel convento di Sant'Agnese a Montepulciano (Siena). Ma le nuove condizioni di vita prodotte in Italia dopo l'ultimo conflitto mondiale hanno portato all'estinzione dei piccoli seminari.

Per parecchi anni la comunità Fiesolana fu al centro di una intensa vita intellettuale, non solo per la presenza di uno Studio Generale dell'Ordine domenicano, ma per due iniziative di risonanza nazionale: 1) qui nel 1929 iniziò la rivista “Vita cristiana”, poi “Rivista di ascetica e mistica”; 2) qui - dal 1949, quando uscirono i primi due volumi - ebbe sede la direzione della traduzione italiana della Somma Teologica di S.Tommaso d’Aquino.

 

 

 

 

 

Il patrimonio librario del convento non è localizzato solo nell’ampia stanza della biblioteca, ma anche in altre stanze adibite a deposito (senza contare i libri che i singoli frati tengono nelle loro camere, a portata di mano). Sparso nei vari locali è disponibile un alto numero – non catalogato - di riviste; una parte dei libri, invece, è catalogata, seppure secondo gli antichi criteri fai-da-te. Si spera che in futuro sarà possibile catalogare l’intero patrimonio secondo i criteri più aggiornati della biblioteconomia; un’impresa che si preannuncia lunga e faticosa, dal momento che i volumi da catalogare ex novo o da ri-catalogare raggiungono la cifra approssimativa di 16000.

 

 

la posizione della biblioteca nel piano più alto del convento

 

Biblioteca conventuale dei Padri Domenicani
Piazza S. Domenico, 4
50016 San Domenico di Fiesole (FI)
tel. 055 59230  

e-mail: biblio.sandomenico@libero.it

 

Orario
Da lunedì a sabato: dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle ore 19.00.

Nessun periodo programmato di chiusura; per una migliore assistenza e disponibilità, è bene concordare un appuntamento con il bibliotecario.
Poiché la biblioteca si trova in un corridoio del convento riservato alle camere dei frati, l’accesso ai libri è sottoposto alle regole della clausura: divieto assoluto di accesso per le persone dell’altro sesso. Le donne, pur non potendo consultare in prima persona, se conoscono i dati bibliografici del testo cercato, possono commissionare la loro ricerca al bibliotecario.