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San Domenico
SPIRITUALITA'
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Strumento tradizionale per la recita del Rosario è la corona, a prima vista un semplice strumento di conteggio delle preghiere. Non è però difficile scorgere alcuni simboli spirituali: la corona converge verso il Crocifisso, inizio e termine della preghiera, ma anche centro della vita cristiana;
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lo scorrere dei grani della corona scandisce la preghiera, ma allude anche allo scorrere della vita, al cammino spirituale del cristiano; la corona assomiglia ad una catena e può essere vista come il simbolo di un forte legame spirituale, di un vincolo che unisce il cristiano alla Madonna e a Cristo. |
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Il Rosario: cosa è, come è Il Rosario è chiamato "Salterio della Beatissima Vergine Maria. E' un modo piissimo di orazione e di preghiera a Dio; modo facile e alla portata di tutti, che consiste nel lodare la stessa beatissima Vergine, ripetendo il saluto dell'angelo per centocinquanta volte, quanti sono i salmi del salterio di Davide, interponendo a ogni decina la preghiera del Signore, con determinate meditazioni illustranti l'intera vita del Signore nostro Gesù Cristo". Così, nella Bolla Consueverunt Romani Pontifices (17-9-1569), il Papa domenicano S.Pio V ha descritto il Rosario. La tradizione, ripresa da questa Bolla, secondo la quale il Rosario - nella forma attuale - sarebbe stato "inventato" da S.Domenico, non è sufficientemente provata. E' sicuro che S.Domenico, nella lotta contro l'eresia, abbia predicato i misteri della fede (come l'incarnazione, la passione e la risurrezione di Cristo) e abbia utilizzato le preghiere più semplici e conosciute (come il Pater noster e l'Ave Maria) per far pregare i fedeli. Senza entrare nei particolari delle ricostruzioni storiche, si può dire che c'è stata un'evoluzione graduale - soprattutto ad opera dei domenicani - che ha portato nel XV secolo a codificare il Rosario nella forma che ci è nota; la codificazione del Rosario - nella formula che si è imposta e mantenuta nei secoli - è dovuta principalmente al beato domenicano Alano de la Roche (1428-1475).
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Paul Cezanne
Il Rosario è sempre stato una preghiera trasversale, recitato da ricchi e da poveri; magari cambia il valore artistico ed economico della corona... |
Rosario sardo in oro e argento (XIX secolo)
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Il Rosario nella storia Molti sono i Papi che hanno scritto documenti sul Rosario, a cominciare da Urbano IV (1261-64) fino a Giovanni Paolo II; ancora di più sono i Papi che, pur non avendo scritto documenti specifici sul Rosario, hanno esaltato e raccomandato questa preghiera. Nei documenti pontifici il Rosario viene fatto risalire a S.Domenico o comunque si ricorda che i domenicani, per tradizione, custodiscono e diffondono questa devozione. Rammentiamo i contenuti essenziali dell'antica tradizione sulle origini del Rosario: il Rosario fu ispirato dalla Madonna a S.Domenico - che ne fu il primo diffusore - e restaurato dal Beato Alano de la Roche per comando della Vergine - apparsagli più volte dal 1460 in poi. Al B.Alano sembra risalire il racconto secondo cui l'atto di nascita del Rosario sarebbe una precisa apparizione nella quale la Madonna consegnò nelle mani di S.Domenico la corona del Rosario (scena che è stata raffigurata da innumerevoli artisti, come si può constatare nella pagina dedicata all'iconografia). Il Rosario si è affermato nei secoli XVI e XVII, diventando una pia abitudine dei fedeli cattolici; al suo successo hanno contribuito alcune vittorie militari, attribuite al valore impetratorio di questa preghiera: Lepanto (7-10-1571, si legga sotto il paragrafo sulla memoria liturgica), La Rochelle (città fulcro del calvinismo francese, assediata lungamente dal re Luigi XIII e capitolata il 28-10-1628), Vienna (80000 cristiani, guidati da Giovanni Sobieski, il 12-9-1683 sconfissero a Kahlenberg 250000 turchi, liberando così Vienna dal loro assedio). Nel secolo XVIII il Rosario ha conosciuto nuovo slancio ad opera di uno dei santi più mariani, S.Luigi Grignon de Montfort (1673-1716), terziario domenicano. Negli ultimi due secoli il Rosario è stato protagonista dei due più importanti cicli di apparizioni mariane: Lourdes (11 febbraio-16 luglio 1858), dove le apparizioni cominciavano con la recita del Rosario compiuto da S.Bernadette davanti alla Signora, che, per sottolineare ancor più l'importanza di tale preghiera, si mostrava con una corona del Rosario sul braccio; Fatima (13 maggio-13 ottobre 1917), dove la Vergine, in tutte le apparizioni, ha raccomandato la recita del Rosario. Alla fine del XIX secolo, per iniziativa del Beato Bartolo Longo, ha preso inizio, a favore del Rosario, un intenso apostolato, che si è concretizzato nell'edificazione del Santuario di Pompei e in molteplici attività caritative.
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Moneta con l'effigie di S.Pio V
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Sebastiano Ricci |
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La memoria liturgica del Rosario
L'attuale memoria liturgica
della Madonna del Rosario (7 ottobre) prende origine dalla memoria
della Beata Vergine Maria della Vittoria, istituita dal Papa domenicano
S.Pio V in seguito alla vittoria conseguita dai cristiani nella battaglia
di Lepanto (7 ottobre 1571). |
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Tiziano |
Veronese |
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Il Rosario e l'apostolato domenicano
Il Rosario compone armoniosamente
la preghiera vocale (la recita del Pater, dell'Ave Maria e
del Gloria Patri) con la preghiera mentale (la meditazione dei
Misteri della vita di Cristo e della Madonna). Il fedele che recita
con devozione il Rosario, poco a poco, oltrepassando la preghiera vocale e
la meditazione ragionata, si innalza al livello della contemplazione,
unione conoscitiva-amorosa con Dio. Ecco perché questa preghiera è stata
sempre percepita come congeniale alla spiritualità domenicana: il frate
predicatore sa che lo studio non è sufficiente, occorre assolutamente che
l'apostolato sgorghi dalla contemplazione; ma se l'apostolato deve essere
una sovrabbondanza della contemplazione, come imparerà il frate a
contemplare, se non recitando il Rosario, autentica scuola di
contemplazione? Alla contemplazione di Dio si arriva attraverso la
contemplazione di Cristo uomo-Dio, alla contemplazione di Cristo si arriva
pregando Maria, che ci offre la migliore prospettiva (come un Vangelo
secundum Mariam) per penetrare il mistero di Cristo: durante il suo
pellegrinaggio terreno la Madonna ha meditato la vita di Cristo - Figlio
di Dio e figlio suo - e, così facendo, ha approfondito la sua intimità con
il Dio trinitario.
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Giorgio Vasari |
Murillo
Una delle immagini più famose della Madonna del Rosario |
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Le promesse del Rosario Il B.Alano de la Roche racconta che in una visione la Madonna ha fatto quindici promesse a vantaggio dei devoti del Rosario:
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Due fra i "salvati" vengono sollevati in cielo per mezzo di una corona del Rosario |
Murillo |
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Indulgenze connesse alla recita del Rosario Le promesse fatte al Beato Alano non sono, ovviamente, oggetto di fede, ci sono però, a livello ufficiale, le indulgenze che la Santa Sede concede ai fedeli che, a determinate condizioni, recitano il Rosario.
A proposito di indulgenza, citando il Codex
Iuris Canonici, ricordiamo che:
Ecco dunque le indulgenze generali concesse ai fedeli che recitano il Rosario. Si concede l'indulgenza plenaria al fedele che
Nelle altre circostanze l'indulgenza è parziale. Per l'indulgenza plenaria annessa alla recita del Rosario sono stabilite questa norme:
Come per ogni indulgenza plenaria, si richiede inoltre:
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