San  Domenico

 
 

 
   
 

Per quanto ne sappiamo S.Domenico non è stato ritratto dal vivo, tutte le raffigurazioni a noi pervenute sono postume e ispirate più dalla sua fisionomia spirituale che da quella fisica. Esiste una descrizione verbale fatta da una suora che lo aveva conosciuto e frequentato, la Beata Cecilia Cesarini:

 

 

Era di media statura e di corporatura minuta; aveva un bel viso e carnagione alquanto rosea; fulvi la barba e i capelli; occhi grandi. Dalla fronte irradiava una certa luminosità che a tutti ispirava rispetto e simpatia. Era abitualmente sereno e gioviale, a meno che fosse angustiato per qualche sofferenza altrui. Aveva mani belle e affusolate, voce forte ed armoniosa. Non fu mai calvo; la sua corona di capelli era completa, cosparsa di qualche filo bianco.

 

Tale descrizione concorda con gli studi effettuati sulle reliquie da alcuni antropologi dell'Università di Bologna: S.Domenico apparteneva alla razza mediterranea di tipo ibero-insulare; il corpo di altezza media (circa 1,66 cm), esile, con mani sottili e lunghe, il naso lungo; i capelli biondi con sfumature rossicce, senza segni di calvizie. Questi studi hanno avuto una concretizzazione visiva nel busto di gesso detto vera effigies (1946).

 

 

 

 

 Nella tradizione iconografica si possono rilevare alcune costanti, alcuni attributi che ricorrono più spesso nelle raffigurazioni di S.Domenico.
 

 

  • L'abito domenicano e quasi mai le vesti canonicali che pure il Santo aveva indossato prima dell'abito del suo Ordine.

  • Il giglio che, secondo la tradizione iconografica cristiana - e non specificamente domenicana - significa la verginità; è singolare invece che il giglio sia attribuito ad un uomo - S.Domenico - nella tradizione iconografica infatti si usa questo simbolo per le sole donne, le sante.

  • Il bastone e il libro che gli furono consegnati, rispettivamente, dagli Apostoli Pietro e Paolo durante una visione avuta nella Basilica Vaticana. Dal momento che S.Domenico viaggiava a piedi, scalzo, il bastone era per lui un inseparabile compagno di viaggio; altrettanto inseparabile era il libro della Sacra Scrittura, in particolare il Vangelo di S.Matteo e le Lettere di S.Paolo. Il libro è un invito alla meditazione, allo studio, alla predicazione; il bastone è un appello all'evangelizzazione che abbia per unico confine i confini del mondo.

  • La stella sulla fronte che ricorda la stella vista dalla nutrice sulla fronte del neonato Domenico al momento del battesimo.

  • Il cane dal mantello bianco e nero che corre con una torcia in bocca e infiamma il mondo; così, in una visione, la Beata Giovanna Aza, madre di S.Domenico, aveva visto sé stessa dare alla luce un piccolo cane che incendiava tutta la terra. Da qui il gioco di parole in lingua latina: Dominicani/Domini canes, i Domenicani (che prendono il nome da Dominicus, che a sua volta prende il nome da Dominus, il Signore)  sono i cani del Signore.

Il senso spirituale di questo simbolismo è spiegato dal Beato  Umberto de Romans, quarto successore di S.Domenico: "Nella visione del cane veniva prefigurata la nascita di un esimio predicatore, che avrebbe portato la fiaccola di un ardente discorso, col quale infiammare con forza la carità, in molti cuori raffreddata,  e con i latrati di una assidua predicazione avrebbe scacciato i lupi dal gregge ed eccitato alla vigilanza delle virtù le anime che dormivano nei peccati. Con la visione della stella si annunciava che sarebbe venuto alla luce sulla terra un uomo che avrebbe illuminato gli uomini  che siedono nelle tenebre e nell'ombra della morte. Egli infatti rifulse nel mondo come stella del mattino, e con lui si vide spuntare nel secolo una nuova luce, il cui splendore si è ormai diffuso in tutto il mondo".

  • La Madonna appare a S.Domenico e gli consegna una corona, detta corona di rose di Nostra Signora o Rosario. Questo episodio, non storico, proietta nel passato - sino al fondatore - l'origine del grande impegno profuso dall'Ordine nella diffusione di questa devozione mariana. Non-storico l'episodio, ma lunghissima e ricchissima la storia iconografica di questo soggetto: chi non ha mai visto una qualche raffigurazione della Vergine che affida il Rosario a S.Domenico?

  • Il primo incontro di S.Domenico con S.Francesco, avvenuto - secondo una delle più probabili ricostruzioni - a Roma nel 1215, durante il pontificato di Innocenzo III che, proprio in quei giorni, in sogno, aveva visto S.Domenico sostenere con le spalle le pericolanti mura del Laterano (in un sogno simile aveva visto S.Francesco sostenere la chiesa in rovina). Durante una notte di preghiera S.Domenico vide sé stesso e S.Francesco (che ancora non aveva incontrato) ai piedi della Vergine  che stava placando il Figlio intenzionato a castigare il mondo. Il giorno seguente S.Domenico incontrò S.Francesco in una chiesa, lo riconobbe come il compagno avuto nella visione notturna e lo abbracciò.

 

S.Domenico in Soriano

 

Nell'immagine miracolosa di S.Domenico in Soriano (a sinistra) sono riuniti gli attributi del libro e del giglio; a destra alcuni stemmi domenicani con varie stilizzazioni del giglio

 

C.Pontoia: S.Domenico riceve bastone e libro

 

Nel dipinto di Carlo Pontoia (1730 circa) S.Domenico, col Rosario in mano, riceve il bastone e il libro. Il Santo in cammino con il bastone è raffigurato più spesso nelle miniature che nei quadri
B.Angelico: Cristo deriso_S.Marco

In questo particolare del Cristo deriso (affresco, Convento di S.Marco, Firenze) il B.Angelico ha raffigurato S.Domenico con la stella e il libro (la Sacra Scrittura)

 

 

B.Angelico: S.Domenico medita
B.Angelico: incontro fra S.Domenico e S.Francesco_BerlinoB.Angelico: incontro fra S.Domenico e S.Francesco_S.Francisco  

Il Beato Angelico ha dipinto cinque volte l'incontro fra S.Domenico e S.Francesco; qui ne vediamo due esempi, due pannelli di predelle smembrate e di difficile ricostruzione: quello in alto è conservata a Berlino, quello in basso a S.Francisco

 

B.Gozzoli: incontro fra S.Domenico e S.Francesco

 

 

 

 

 

 

 

 

Benozzo Gozzoli, allievo del B.Angelico, ha dipinto lo stesso soggetto nella chiesa di Montefalco (1449-1552)

 

Andrea di Buonaiuto: cani Domini-canes

In questo particolare tratto da un affresco di Andrea di Buonaiuto (capitolo di S.Maria Novella, Firenze, 1365-67) i cani (Domini-canes) difendono le pecore (i fedeli) dalle volpi (gli eretici)

Il cane con la torcia non sempre è raffigurato con il manto pezzato bianco e nero

 

 

Talvolta la torcia è rappresentata da sola, senza il cane

 

B.Angelico: Madonna patrona dell'Ordine Domenicano  

Ricchissima in quantità, varietà e qualità è la tradizione iconografica della Madonna del Rosario, molte volte raffigurata nell'atto di consegnare il Rosario a S.Domenico e a qualche altro santo domenicano (spesso S.Caterina da Siena o S.Rosa da Lima). Simile, da un punto di vista iconografico, è il soggetto della Madonna Protettrice dell'Ordine Domenicano: la Vergine stende il mantello per coprire alcuni frati che (di statura nettamente inferiore) stanno ai suoi piedi

 

L'immagine della Madonna del Rosario che si venera nel Santuario di Pompei

Madonna del Rosario_Pompei

Sopra e a destra due esempi della Madonna rappresentata come Protettrice dell'Ordine Domenicano

Madonna Patrona dell'Ordine Domenicano

 

Madonna del Rosario