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Sant' Antonino Pierozzi |
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breve scheda biografica
SANT'ANTONINO PIEROZZI
vescovo (1389-1459)
Antonio Pierozzi (il diminutivo “Antonino” gli fu dato per la gracile costituzione) fu tra i migliori frutti maturati nel clima della riforma domenicana. Conquistato dalla parola austera del beato Dominici entrò sedicenne nell'Ordine. Vestì l’abito in Santa Maria Novella di Firenze e attese alla sua preparazione spirituale prima a Cortona (dove ebbe a maestro di noviziato il beato Lorenzo di Ripafratta) poi a Fiesole, culla e centro propulsore della rinascita domenicana in Italia. Ordinato sacerdote (1413) fu vicario a Foligno, priore a Cortona, Fiesole, Napoli, Roma, Firenze, Vicario Generale degli Osservanti italiani (1437-1447). Su disegno di Michelozzo e grazie alla munificenza di Cosimo de' Medici, fondò nella sua Firenze il convento di San Marco, gioiello di arte cristiana sulle cui pareti il magnifico pennello del beato Angelico trasfuse l'atmosfera di santità che dal Santo irradiava sulla giovane comunità.
Antonino partecipò ad Concilio di Firenze (1438) e l'anno seguente, eletto priore di San Marco, iniziò la composizione delle sue principali opere: la “Somma di teologia morale” primo esempio di manuale a indirizzo eminentemente pratico) e le “Cronache”.
Al fine di soccorrere la nobiltà decaduta e quanti si vergognavano di mendicare, istituì nel 1442 i “Buonomini di san Martino”, geniale anticipazione delle Conferenze di san Vincenzo. Costretto da Eugenio IV ad accettare l'episcopato di Firenze (1446), non mutò tenore di vita: «assistenza ai poveri fino a privarsi di indumenti personali, consigli a tutti nei casi più complessi, visita delle chiese e dei monasteri, riforma dei clero, predicazione e difesa della fede, direzione delle anime pie, composizione di opere destinate all'istruzione religiosa dei suoi sacerdoti e dei fedeli, questi i doveri che assorbirono i suoi tredici anni di episcopato» (Mandonnet). La sua prudenza gli meritò, ancor vivo, il nome di “Antonino dei consigli”. Né la gratitudine verso chi aveva finanziato le sue opere lo trattenne dall'insorgere con fermezza contro gl'intrighi dei Medici.
Morì il 2 maggio 1459 e fu canonizzato da Adriano VI il 31 maggio 1523. Il suo corpo incorrotto si venera in San Marco di Firenze dal 1589.
scheda tratta dal Supplemento alla Liturgia delle Ore secondo il calendario proprio dell'Ordine dei Predicatori e delle Province italiane, Province Domenicane d'Italia 1999
Andrea del Verrocchio: busto di S.Antonino (a sinistra),
copia - presente nel convento -
tratta dall'originale (a destra)
presso l'Oratorio dei Buonomini di S.Martino
la sede storica della Confraternita dei Buonomini di S.Martino
la maschera funebre di S.Antonino
Pietro Annigoni:
parete affrescata della "Sala Annigoni" nel Convento di S.Marco (Firenze)
al centro: la Deposizione di Cristo dalla croce
ai lati: S.Antonino, S.Caterina da Siena, S.Tommaso d'Aquino, Savonarola
nelle lunette: Adamo ed Eva nell'Eden, Caino uccide AbeleS.Antonino nelle vesti di Arcivescovo di Firenze
(particolare dell'affresco)