la tomba del Beato Angelico
nella Basilica di S.Maria sopra Minerva a Roma

 

B.Angelico: tomba chiesa S.Maria sopra Minerva

Il bassorilievo della lastra tombale, scolpito da un anonimo maestro nell'anno stesso della morte (1455), è l'unica raffigurazione sicuramente fedele del B.Angelico.

B.Angelico: tomba_particolare del volto

ingrandimento del volto

 


i lineamenti del volto
sono stati ricavati dalla maschera funebre
(in cera o in gesso)

cappella del Palazzo Medici-Riccardi










Cappella del Palazzo Medici-Riccardi a Firenze

 

 

 

Benozzo Gozzoli, allievo del B.Angelico, ha dato la fisionomia del suo Maestro a uno dei personaggi (sulla sinistra del dipinto) che accompagnano il Re Mago Gaspare, figura idealizzata del giovane Lorenzo il Magnifico.

 

 

B.Gozzoli: autoritratto e ritratto del B.Angelico






 

 

 

 


In primo piano, col berretto rosso, un autoritratto di Benozzo

Papa Pio II








Profilo di Papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini) con il camauro

Benozzo Gozzoli: processione di Gaspare

 

 

 

 

 

 

Benozzo Gozzoli
Processione del Re Mago Gaspare
affresco nella cappella del Palazzo Medici-Riccardi (1459)

Due sono i personaggi, entrambi vicini al Gozzoli, che vengono identificati come l'Angelico: alcuni studiosi indicano quello dietro con il camauro rosso; altri additano quello barbuto con il cappello nero. Poiché il camauro rosso è un attributo dei pontefici, molti pensano che il personaggio con il camauro sia il Papa Pio II; per di più c'è una qualche somiglianza con la fisionomia di Pio II come appare da altre riproduzioni (si confronti con l'altra immagine, a destra). I sostenitori dell'altra identificazione replicano che il personaggio con il camauro, rispetto a quello con il cappello nero, assomiglia di più alle altre raffigurazioni dell'Angelico che si conoscono.

Fra' Bartolomeo: Giudizio Universale












Fra' Bartolomeo della Porta e Mariotto Albertinelli
Giudizio Universale (1499), ora al Museo di S.Marco (Firenze)

 

 

Il pittore domenicano Fra' Bartolomeo, vissuto nel convento di S.Marco circa cinquant'anni dopo il B.Angelico, prima di  diventare frate ha ideato e iniziato a dipingere, per una cappella (lato sensu) del cimitero di S.Maria Nuova,  il grande affresco del Giudizio Universale. L'affresco è stato terminato dal suo allievo Mariotto Albertinelli; in seguito ad un grave deterioramento il dipinto è stato staccato e traslocato nel Museo di S.Marco.

 

 

 

Fra' Bartolomeo: Giudizio Universale_monacoVasari ha scritto, senza precisare, che Fra' Bartolomeo ha raffigurato l'Angelico fra i beati: "Evvi ritratto in quell'opera anche Fra Giovanni da Fiesole pittore [...] che è nella parte dei beati". Alcuni studiosi vedono Fra Giovanni nel monaco inginocchiato in basso a sinistra (si veda il particolare ingrandito qui a sinistra).

Fra' Bartolomeo: Giudizio Universale_beati in cielo












Particolare dei beati in cielo posti alla sinistra di Cristo; il quarto da sinistra assomiglia al B.Angelico.

Fra' Bartolomeo: Giudizio Universale_ritratto B.AngelicoAltri studiosi riconoscono l'Angelico in un volto di profilo che si intravede nei beati in cielo.

cattedrale Orvieto_cappella S.Brizio

 

 

 

 

 

 

Cappella di S.Brizio all'interno del duomo di Orvieto. Nel 1447 il B.Angelico ha iniziato a dipingere le decorazioni, senza però completarle. Dopo cinquant'anni l'opera viene ripresa da Luca Signorelli, che aveva una particolare ammirazione e venerazione per il suo predecessore.

Luca Signorelli aveva 14 anni, quando il B.Angelico è morto; non sappiamo se lo abbia incontrato, magari a Cortona, città natale di Signorelli e sede di un convento domenicano nel quale aveva risieduto il giovane frate e nel quale era forse ritornato qualche volta.

Luca Signorelli: Predicazione dell'Anticristo

 

 

 

 

 

 

Al margine sinistro dell'affresco della Predicazione dell'Anticristo, in disparte rispetto agli altri personaggi, L.Signorelli ha ritratto sé stesso e il B.Angelico in abito nero.

L.Signorelli: Predicazione dell'Anticristo_particolare

 

 

 

 

 

 

Signorelli ha dipinto sé stesso come un uomo di sessant'anni, mentre Fra Giovanni, con un anacronismo frequente nelle opere d'arte, è raffigurato come un giovane domenicano.

L.Signorelli: autoritratto e ritratto del B.Angelico

 

 

 

 

 

E' difficile immaginare come Signorelli abbia potuto conoscere la fisionomia del giovane B.Angelico; alcuni ipotizzano che si tratti di un ritratto ideale, senza pretese di veridicità.

Raffaello: Disputa del SS.Sacramento









Raffaello
Disputa del SS.Sacramento
Palazzi Vaticani

Nel dipinto di Raffaello ci sono tre domenicani: S.Tommaso d'Aquino, uno creduto il Savonarola e uno creduto il B.Angelico. Alcuni studiosi contestano quest'ultima identificazione e propongono due alternative: Fra Giocondo, l'architetto che diresse i lavori della Fabbrica di S.Pietro insieme a Raffaello; Fra' Bartolomeo della Porta, pittore e amico personale di Raffaello.

Raffaello: Disputa del SS.Sacramento_particolare












All'estrema sinistra dell'affresco, in secondo piano, è raffigurato un vecchio domenicano con lo sguardo intento al grande ostensorio centrale.

Raffaello: ritratto del B.Angelico











Un'antica tradizione identifica questo domenicano con il B.Angelico.

G.Vasari: Cosimo circondato da letterati e artisti












Marco da Faenza (affresco, su disegno di G.Vasari)
Cosimo circondato da letterati e artisti (circa 1550), sala di Cosimo il Vecchio, Palazzo Vecchio (Firenze)

G.Vasari ha raffigurato una prima volta il B.Angelico inserendolo fra alcuni dei protagonisti dell'Umanesimo e Rinascimento fiorentino: Marsilio Ficino, Argiropulo, Paolo del Pozzo Toscanelli, Donatello, Brunelleschi, Luca della Robbia, Fra Filippo Lippi, Lorenzo Ghiberti, Paolo Uccello, Pesello (?), Andrea del Castagno (?).

G.Vasari: B.Angelico e Cosimo








Il B.Angelico mostra una tavola a Cosimo il Vecchio.

G.Vasari: ritratto del B.Angelico

 

 

 

 

 

 

 

Nella seconda edizione delle Vite (Le vite de' più eccellenti Pittori, Scultori e Architettori... di nuovo ampliate, con i ritratti loro e con l'aggiunta delle vite de' vivi et de' morti, dall'anno 1550 insino al 1567) Vasari ha aggiunto le xilografie con i ritratti degli artisti dei quali è raccontata la vita.

La seconda volta (1568) Vasari ha raffigurato il B.Angelico utilizzando una tecnica diversa: la xilografia.

G.Vasari: ritratto del B.Angelico_particolare














Questo ritratto, proprio perché inserito nell'edizione a stampa delle Vite, ha avuto grande diffusione.

Lorenzo Buti: ritratto del B.Angelico
 

 

 

 

 

 

Lorenzo Buti (1560-1603 circa)
Ritratto del Beato Angelico
affresco (1590-1603) nel corridoio dell'Ex-Noviziato del Convento.
Fra i dipinti del corridoio questo ritratto è uno dei meglio conservati. Dietro la testa di Fra Giovanni si nota una luce diffusa, come se fosse prodotta da raggi luminosi. La beatificazione dell'Angelico era ancora lontanissima, ma la fama di santità che aveva accompagnato il frate (in vita e dopo la morte), aveva indotto il Buti a raffigurarlo con l'aureola propria dei santi.

Nel XVI secolo il Convento di S.Domenico di Fiesole venne ampliato, su progetto dell'architetto domenicano Domenico Portigiani, con la costruzione di una nuova ala. L'ultimo piano, adibito a dormitorio del Noviziato, è formato da un corridoio con volta a botte sul quale si affacciano 26 celle e 2 grandi locali (originariamente la cappella e la biblioteca). Sopra le porte delle celle il pittore Lorenzo Buti dipinse una serie di domenicani santi o beati o semplicemente illustri; alcuni di questi personaggi hanno il nimbo, altri i raggi, altri ne sono privi. Il Buti non ha seguito un criterio rigoroso: alcuni santi canonizzati sono privi di nimbo e raggi.

Convento S.Domenico di Fiesole_ala ex-Noviziato








A metà Ottocento il Noviziato fu trasformato in un edificio per abitazioni private; in questa occasione venne gravemente danneggiata e alterata la struttura originaria, persino i dipinti vennero imbiancati. Dopo che il Convento fu riacquistato dai frati, il Noviziato fu restaurato e riportato, per quanto possibile, all'assetto primitivo; i dipinti furono riscoperti e riapparvero più o meno danneggiati. Attualmente quest'ala del Convento è affittata all'Istituto Universitario Europeo.

 

LIBERO ANDREOTTI_statua del B.AngelicoLIBERO ANDREOTTI_statua del B.Angelico

 

A conclusione delle celebrazioni per il V Centenario del B.Angelico, domenica 19 febbraio 1956, il sindaco di Firenze Giorgio La Pira, tenendo un discorso, presenziò all'inaugurazione del monumento in onore del B.Angelico.

LIBERO ANDREOTTI_statua del B.AngelicoLibero Andreotti:
monumento al B.Angelico

(1956)
statua in marmo (su bozzetto in gesso dello scultore L.Andreotti) eretta sopra una colonna in pietra serena; si trova davanti alla chiesa di S.Domenico di Fiesole, nello spazio fra la chiesa stessa e l'ingresso dell'attiguo cimitero.

Pietro Annigoni: ritratto del B.Angelico














Pietro Annigoni
Ritratto del B.Angelico (1983)
"Sala Annigoni" nel
Convento di S.Marco (Firenze).
Prima di dipingere questo quadro, Annigoni si è molto documentato, ha tentato di ricostruire la vera fisionomia dell'Angelico.

Dopo aver affrescato una parete (1937-1940), a più di quarant'anni di distanza P.Annigoni è tornato ad arricchire la sala a lui intitolata del Convento di S.Marco: l'affresco di due lunette (1981) e un quadro con il ritratto del B.Angelico (1983).

Convento S.Marco: parete della sala Annigoni










La parete affrescata da Annigoni: al centro, una Deposizione, ai lati, S.Antonino, S.Caterina da Siena, S.Tommaso, Savonarola, nelle lunette, la tentazione di Adamo ed Eva, l'uccisione di Abele.