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la tomba del Beato Angelico
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![]() Il bassorilievo della lastra tombale, scolpito da un anonimo maestro nell'anno stesso della morte (1455), è l'unica raffigurazione sicuramente fedele del B.Angelico. |
![]() ingrandimento del volto
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Benozzo Gozzoli, allievo del B.Angelico, ha dato la fisionomia del suo Maestro a uno dei personaggi (sulla sinistra del dipinto) che accompagnano il Re Mago Gaspare, figura idealizzata del giovane Lorenzo il Magnifico.
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Benozzo Gozzoli |
Due sono i personaggi, entrambi vicini al Gozzoli, che vengono identificati come l'Angelico: alcuni studiosi indicano quello dietro con il camauro rosso; altri additano quello barbuto con il cappello nero. Poiché il camauro rosso è un attributo dei pontefici, molti pensano che il personaggio con il camauro sia il Papa Pio II; per di più c'è una qualche somiglianza con la fisionomia di Pio II come appare da altre riproduzioni (si confronti con l'altra immagine, a destra). I sostenitori dell'altra identificazione replicano che il personaggio con il camauro, rispetto a quello con il cappello nero, assomiglia di più alle altre raffigurazioni dell'Angelico che si conoscono. |
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Il pittore domenicano Fra' Bartolomeo, vissuto nel convento di S.Marco circa cinquant'anni dopo il B.Angelico, prima di diventare frate ha ideato e iniziato a dipingere, per una cappella (lato sensu) del cimitero di S.Maria Nuova, il grande affresco del Giudizio Universale. L'affresco è stato terminato dal suo allievo Mariotto Albertinelli; in seguito ad un grave deterioramento il dipinto è stato staccato e traslocato nel Museo di S.Marco.
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Cappella di S.Brizio all'interno del duomo di Orvieto. Nel 1447 il B.Angelico ha iniziato a dipingere le decorazioni, senza però completarle. Dopo cinquant'anni l'opera viene ripresa da Luca Signorelli, che aveva una particolare ammirazione e venerazione per il suo predecessore. |
Luca Signorelli aveva 14 anni, quando il B.Angelico è morto; non sappiamo se lo abbia incontrato, magari a Cortona, città natale di Signorelli e sede di un convento domenicano nel quale aveva risieduto il giovane frate e nel quale era forse ritornato qualche volta. |
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Al margine sinistro dell'affresco della Predicazione dell'Anticristo, in disparte rispetto agli altri personaggi, L.Signorelli ha ritratto sé stesso e il B.Angelico in abito nero. |
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Signorelli ha dipinto sé stesso come un uomo di sessant'anni, mentre Fra Giovanni, con un anacronismo frequente nelle opere d'arte, è raffigurato come un giovane domenicano. |
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E' difficile immaginare come Signorelli abbia potuto conoscere la fisionomia del giovane B.Angelico; alcuni ipotizzano che si tratti di un ritratto ideale, senza pretese di veridicità. |
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Nel dipinto di Raffaello ci sono tre domenicani: S.Tommaso d'Aquino, uno creduto il Savonarola e uno creduto il B.Angelico. Alcuni studiosi contestano quest'ultima identificazione e propongono due alternative: Fra Giocondo, l'architetto che diresse i lavori della Fabbrica di S.Pietro insieme a Raffaello; Fra' Bartolomeo della Porta, pittore e amico personale di Raffaello. |
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G.Vasari ha raffigurato una prima volta il B.Angelico inserendolo fra alcuni dei protagonisti dell'Umanesimo e Rinascimento fiorentino: Marsilio Ficino, Argiropulo, Paolo del Pozzo Toscanelli, Donatello, Brunelleschi, Luca della Robbia, Fra Filippo Lippi, Lorenzo Ghiberti, Paolo Uccello, Pesello (?), Andrea del Castagno (?). |
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Nella seconda edizione delle Vite (Le vite de' più eccellenti Pittori, Scultori e Architettori... di nuovo ampliate, con i ritratti loro e con l'aggiunta delle vite de' vivi et de' morti, dall'anno 1550 insino al 1567) Vasari ha aggiunto le xilografie con i ritratti degli artisti dei quali è raccontata la vita. |
La seconda volta (1568) Vasari ha raffigurato il B.Angelico utilizzando una tecnica diversa: la xilografia. |
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Lorenzo Buti
(1560-1603 circa) |
Nel XVI secolo il Convento di S.Domenico di Fiesole venne ampliato, su progetto dell'architetto domenicano Domenico Portigiani, con la costruzione di una nuova ala. L'ultimo piano, adibito a dormitorio del Noviziato, è formato da un corridoio con volta a botte sul quale si affacciano 26 celle e 2 grandi locali (originariamente la cappella e la biblioteca). Sopra le porte delle celle il pittore Lorenzo Buti dipinse una serie di domenicani santi o beati o semplicemente illustri; alcuni di questi personaggi hanno il nimbo, altri i raggi, altri ne sono privi. Il Buti non ha seguito un criterio rigoroso: alcuni santi canonizzati sono privi di nimbo e raggi. |
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A conclusione delle celebrazioni per il V Centenario del B.Angelico, domenica 19 febbraio 1956, il sindaco di Firenze Giorgio La Pira, tenendo un discorso, presenziò all'inaugurazione del monumento in onore del B.Angelico. |
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Dopo aver affrescato una parete (1937-1940), a più di quarant'anni di distanza P.Annigoni è tornato ad arricchire la sala a lui intitolata del Convento di S.Marco: l'affresco di due lunette (1981) e un quadro con il ritratto del B.Angelico (1983). |
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